venerdì 5 aprile 2013

Recensione: Come se fosse ieri

Titolo: Come se fosse ieri 
Autrice: Irene Vanni 
Editore: Fabbri 
Pagine: 328 
Prezzo: 12,90
Descrizione:
Nel 1987, dopo intere giornate passate a sognare davanti a
Videomusic,quattro ragazzine decidono di scappare di casa per andare al concerto dei Duran Duran. Venticinque anni sono rimaste in tre: Laura, cinica rockettara con la disperata necessità di trovare un lavoro e - se proprio non se ne può fare a meno - un uomo, ma che valga la pena di una storia; Simona, grigia e nevrotica insegnante di latino irrimediabilmente legata a un professore ancora più grigio, che fa l’amore con lei a orari fissi per poi rincasare dalla moglie; Cinzia, ex ragazzina viziata, ex moglie viziata e ora quarantenne rifatta e abbandonata, che si consola fra le braccia di un giovane accompagnatore. Certo, le loro vite non sono come se le erano immaginate, ma un nuovo concerto dei Duran Duran e la promessa fatta a Manuela -scomparsa da poco per una grave malattia - di portarci la figlia adolescente sono l’occasione per trovarsi ancora una
volta insieme e scoprire che forse non tutto è perduto. In un
pomeriggio d’estate, con le note di All you need is now nella testa, basta una corsa in collina a piedi nudi per ritrovare un pizzico della follia dei quindici anni, ribaltare certezze e buttare allegramente all’aria una vita in cui non ci si riconosce più,tanto che il concerto può diventare un semplice pretesto per architettare un nuovo inizio.Perché
tutto quello di cui hai bisogno è qui, adesso.

L'autrice:



IRENE VANNI, giornalista e critica musicale, è curatrice di “Horror Magazine” e ha scritto articoli e racconti per numerose riviste e antologie. Nel 2010 è uscito il suo romanzo I musicanti degli elementi (Delos Books). Il suo blog è: irenevanni.blogspot.com

La mia recensione:

Sarà perché a dodici anni sognavo di sposare Simon Le Bon, progettavo anch’io di fuggire per andare a un concerto dei Duran Duran, avevo la parete accanto al letto tappezzata di poster consumati a forza di baci… certo è che la sola copertina di questo libro è bastata a provocarmi un moto di nostalgia. Mi sono tuffata tra le sue pagine come attratta da un richiamo di sirena proveniente dal mare del passato e, in effetti, leggerlo è stato proprio come sfogliare un album di ricordi in cui ho ritrovato tracce della mia stessa storia.
Quarantenne oggi, duraniana sfegatata ieri, proprio come le protagoniste, mi sono sentita subito una di loro e immagino che la stessa sensazione possa essere condivisa da molte mie coetanee. Penso che essere figlie degli anni ottanta e sentirsi il quinto elemento di questo gruppo di amiche sia quasi inevitabile  (e forse non sarà un caso che i componenti della band fossero proprio cinque).
Laura, Manuela, Simona, Cinzia sono ormai quattro donne mature, decisamente diverse dalle ragazzine che scapparono di casa per andare a un concerto dei Duran Duran. Venticinque anni sono sufficienti perché si cambi al punto di non riconoscersi più, perché ci si perda di vista, ma non abbastanza da cancellare l’affetto e il ricordo di un’esperienza unica. Così quando Manuela apprende che la band tornerà in tour il suo pensiero corre alle vecchie amiche. Sarebbe una bellissima occasione per ritrovarsi, purtroppo però la data è ancora lontana e la donna, malata di cancro, è agli sgoccioli. Di sicuro lei mancherà al grande appuntamento ma non rinuncia completamente all’idea. Invia una lettera a Laura, le strappa la promessa di rintracciare  le altre per andare insieme al concerto e di portare con loro la figlia Federica che sarà sua supplente. 
All’apparenza si tratta solo di un innocuo revival  ma in verità l’impresa significherà molto più di questo. 
Il concerto farà tornare a galla gli anni perduti della giovinezza, indurrà le tre donne a fermarsi, a confrontarsi tra loro e soprattutto a confrontare i vecchi sogni con la realtà di ciò che sono diventate. 
Ecco allora che i Duran Duran saranno un pretesto, il modo bizzarro attraverso cui il destino consegnerà loro uno specchio della verità. Guardarvi dentro senza sotterfugi rappresenterà per le tre amiche un’occasione imperdibile per conquistare una nuova consapevolezza di sé. 
Laura vedrà una donna alla disperata ricerca di un lavoro e dell’uomo giusto, frustrata perché i suoi sforzi sembrano non essere mai ripagati, ma si tratta davvero di sfortuna o basterebbe osare di più per poter essere finalmente felice? 
Cinzia scorgerà una ex moglie depressa che tenta di affogare le delusioni nell’alcol e di colmare i vuoti esistenziali con il silicone, una ex ragazzina viziata per la quale è giunto il momento di crescere; la sua psicoterapeuta le ripete spesso che “si cresce anche quando si smette di pensare a se stessi e si guarda agli altri in maniera diversa”, non avrà forse ragione? 
Simona si riscoprirà sbiadita come la routine monotona nella quale si è ingabbiata accettando di vivere all’ombra di un uomo molto più anziano di lei, un uomo disposto ad amarla a rate e rigorosamente in segreto perché ha un matrimonio da salvaguardare; dopotutto il coraggio di troncare una simile relazione potrebbe rivelarsi un toccasana più che una perdita. Indirettamente sarà proprio Manuela con la sua idea bislacca del concerto a far sì che il colore torni nella sua vita. 
Nessuna delle tre può dirsi sinceramente soddisfatta dell’immagine riflessa nello specchio. Il paragone tra ciò che sognavano di diventare e ciò che sono adesso è deludente ma prenderne atto non vuol piangersi addosso, è appena l’inizio di un cambiamento che si può ancora realizzare. 
Nel ricucire un’amicizia perduta, Laura, Simona e Cinzia riscopriranno l’antica complicità che le univa e, con più o meno consapevolezza, si aiuteranno reciprocamente a riconquistare le redini del loro futuro.   
Un po’ chick-lit, un po’ commedia romantica, un po’ romanzo di formazione, la storia narrata in questo libro procede al ritmo di un concerto pop. I capitoli scanditi dai titoli di alcune canzoni, che dalla più vecchia Girls on film  alla più recente All you need is now ripercorrono le tappe di una lunga carriera musicale, si susseguono alternando momenti giocosi ad altri in cui l’emozione prende il sopravvento fino a far scorrere le lacrime. Intanto sullo sfondo, vanno le immagini dei mitici anni ottanta componendo il collage delizioso e sincero di un decennio, dalle sfumature sgargianti e un po’ kitsch, ma che non si dimentica. Ecco allora che le chiome cotonate, i lustrini, gli scaldamuscoli, le ingombranti polaroid, le esibizioni in playback, i dischi in vinile cominciano a scorrere come fossero i fotogrammi di un vecchio videoclip mentre la colonna sonora, risuonando di note vecchie nuove, racconta una storia nella storia, quella di un gruppo musicale che, piaccia o no, ha fatto sognare una generazione. 
Commovente come Save a Prayer, grintoso come Wild Boys, brioso come Rio, il romanzo di Irene Vanni ha il gran pregio di rievocare il passato raccontando sentimenti che non hanno età… come se fosse ieri, sì, ma spronandoci a vivere qui e ora, intensamente.










 

4 commenti:

  1. Quanto mi ispira questo libro!! Una recensione splendida :)

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    1. Davvero un bellissimo tuffo negli anni '80 e una pioggia di emozioni. Lo consiglio vivamente :)

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    2. Grazie mille per le belle parole, Miriam!

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    3. Grazie mielle a te per essere passata di qui , Irene!

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