lunedì 12 dicembre 2011

Recensione: Cuore nero

Titolo: Cuore nero
Autrice: Amabile Giusti
Editore: Baldini Castoldi Dalai Editore 
Pagine: 523
Prezzo: 18,70
Descrizione:
A diciassette anni ci si può imbattere nel vero amore? E ciò che si chiede Giulia quando quel sentimento irrompe nella sua vita. Prima di allora era una ragazza indipendente, segnata dal burrascoso divorzio dei genitori, con una visione tutt'altro che romantica dei rapporti sentimentali. Finché non si prende una cotta tremenda per Max, un compagno di scuola, e la sua razionalità inizia a vacillare. Lei, di solito brillante e decisa, si sente stupida e confusa. Eppure lui è fin troppo pieno di sé, non il suo tipo, anche se è terribilmente attraente, e Giulia fa di tutto per reprimere le proprie emozioni e dimenticare la loro breve, insignificante storia. Una sera, mentre porta a passeggio il cane, incontra Victor, un ragazzo dall'accento francese che, sbucato dal nulla, le dice di essersi trasferito a Palmi da poco con la madre e la sorella. Biondi e pallidissimi, i tre sembrano avvolti da un mistero: escono solo di notte e abitano nella Villa dell'Agave, una vecchia casa dalla fama sinistra. Da quel momento, inaspettatamente, Max ricomincia a corteggiarla, e non solo: fa di tutto per metterla in guardia da Victor, come se sapesse qualcosa sul suo conto che non può rivelarle. Come mai i due si conoscono? Perché si detestano? Cosa nascondono entrambi? Trascinata da una passione irrefrenabile, Giulia piomberà in un mondo che credeva relegato alla leggenda e alla fantasia, un mondo abitato da esseri misteriosi assetati di sangue, che attraversano i secoli lottando per sopravvivere. 
L'autrice:
Amabile Giusti è nata in Calabria. È un avvocato ma non si sente avvocato: scrivere – romanzi, poesie, filastrocche per bambini – è la sua vera passione da sempre. Non c’è niente che fa male così, sua opera d’esordio, è uscita nel 2009 per La Tartaruga edizioni, con un buon successo di critica e pubblico.

La mia recensione:
Attenzione! Contiene anticipazioni sulla trama.
Giulia è una diciassettenne per molti versi simile alle sue coetanee ma dotata anche di alcune caratteristiche che la rendono speciale: bada più alla sostanza che alle apparenze, è chiacchierona, schietta e un tantino sboccata e preferisce le persone strane a quelle banali. Alle comuni uscite con le amiche alterna passeggiate solitarie con il bassotto Teo e visite all’ospizio in cui è ricoverata la sua ex vicina di casa, Lina, malata di Alzheimer.
I riccioli ribelli, gli incisivi distanti e il fisico non propriamente asciutto, sicuramente non fanno di lei una bellezza tale da far girare i ragazzi al suo passaggio, eppure Max, il più bello della scuola, sembra farle il filo.
Tutto si complica quando nella cittadina di Palmi arriva Victor, un ragazzo francese dal viso angelico che sembra saltato fuori dal set di un film d’altri tempi. Anche lui manifesta un interesse particolare per Giulia e presto si ritroverà coinvolto in una sorta di competizione con Max.
La solita storia di cotte adolescenziali?
Assolutamente no, giacché i due giovani non sono comuni mortali.
Cuore nero non è una banale storiella d’amore ma nemmeno il solito polpettone sdolcinato sui vampiri.
Cuore nero è un romanzo sorprendente e profondo, in grado di travolgere il lettore con la stessa forza di un mare in tempesta, quel mare che spumeggia sullo sfondo di un incantevole paesaggio mediterraneo.
È la Calabria, terra d’origine dell’autrice, qui dipinta con pennellate d’artista, a fornire l’ambientazione per una trama urban-fantasy in cui  reale e soprannaturale si incontrano e si fondono senza interruzione. La quotidianità di un’adolescente alle prese con gli esami di maturità (prova d’ingresso nell’età adulta?), con una madre psicologicamente assente perché incapace di superare la separazione dal marito e un padre fisicamente lontano perché impegnato a ricostruirsi una vita altrove, pian piano si tinge di magia. Dapprima è la magia del batticuore e delle prime farfalle nello stomaco, poi è la “magia nera” legata alla scoperta di una realtà altra popolata di vampiri e cacciatori che si fanno la guerra, infine è l’incanto/disincanto di un amore impossibile.
I sentimenti sono sempre al centro della scena, descritti con un realismo tale da scatenare una forte empatia con i personaggi.
Impossibile tanto per una diciassettenne quanto per un’adulta che quegli anni li ha vissuti, non riconoscersi in Giulia, nella passionalità, nell’ostinazione e nella genuinità che caratterizzano il suo modo di vivere il primo vero amore.
Abbastanza facile immedesimarsi anche nel dramma di Max perché sebbene il vampiro sia una figura mitologica, la Giusti è riuscita a fornircene un ritratto psicologico in grado di stupire in virtù della sua credibilità. Cosa significa vivere una vita eterna, non poter provare sentimenti ed essere continuamente irretiti dai morsi della fame? Più che di poteri speciali e di stereotipi, qui si racconta di solitudine e conflittualità.
Straordinari, ciascuno a suo modo, anche gli altri personaggi: l’enigmatico quanto conturbante Victor, la vampira Lisa tormentata da un’inguaribile nostalgia per il sole, Paolo che a seguito di un incidente ha sviluppato la facoltà di prevedere la morte, l’anziana Lina malata di Alzheimer che pure gioca un ruolo fondamentale con la sua presenza silenziosa.
Lo stile narrativo si connota per “freschezza” e sfumature ironiche. L’alternanza di diversi registri, fa sì che i dialoghi risultino assolutamente realistici. Il linguaggio demodé e infarcito di francese dei Lassalle assume toni più colloquiali nelle battute dei vampiri, fino ad affermarsi per aderenza alla realtà quando a esprimersi sono i più giovani.
Un’opera magistrale che con fantasia e semplicità affronta temi universali, capace di suscitare un forte coinvolgimento emotivo commuovendo fino alle lacrime.
Un cuore nero da assaporare a cuore aperto, lasciandosi trasportare sull’onda delle emozioni, senza barriere.
Un plauso speciale, infine, va ad Amabile Giusti per aver dato prova di grande sensibilità scegliendo di devolvere tutti i diritti d’autore al Rifugio “I fratelli minori” che si prende cura dei cani abbandonati. Una ragione in più per non lasciarsi sfuggire un libro meraviglioso.

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